A una bella e giovane ninfa in procinto di coricarsi
Corinna, orgoglio di Drudy-Lane,per la quale nessun pastore sospira invano;mai Convent Garden poté vantaremiglior bocconcino a cui brindare;non un libertino ubriaco a raccoglierla,non una cantina dove cenare a credito;tornando a casa a mezzanotte,arranca per quattro piani fino alla sua dimora,poi, seduta su di uno sgabello,si toglie le chiome artificiali;ora, sprizzato fuori l'occhio di vetro,lo lucida e da parte lo ripone.Le sopracciglia di pelle di topo,incollate ad arte da entrambe i lati,stacca con cura, le distendee poi con dolce tocco le ripone tra le pagine d'un libro.Ora con abile gesto le pallottole si levache servono a gonfiar le guance cave.Scioglie un filo, dalle gengiveIntera scende una fila di denti.Tira fuori gli stracci, non più sorretticascano i flosci seni.Proseguendo l'amabile deasi slaccia il corsetto dalle ferree steccheil quale, per l'abilità di chi manovra,le protuberanze preme colmando i vuoti.Sale la mano e sfilai cuscinetti supplenti ai fianchi.Col più lieve tocco esplora poicancheri, incisioni e piaghe purulente,conseguenze di sventure dolorose,poi ad ognuno applica un impiastro.Ma deve, prima di coricarsi,pulir le sbaffature bianche e rossee appianare le rughe della fronte,sulla quale appiccica carta untuosa.Prende una pastiglia prima di dormiree poi s'infila tra le coperte.Giace in tormento d'amorose peneo, se le capita di chiuder occhio,sogna Bridewell e Compter,sente la sferza e fievolmente strilla;o trascinata da un perfido protettoresta in pegno in qualche misera taverna;o a Giamaica crede d'esser deportatasola, e nessun colono che la corteggia;o ai margini melmosi di Fleet-Ditch,avvolta da cento miasmi,sorpresa dall'oscurità, sembra star vigilandoed abbordare qualche gonzo che passa;o presa dalla paura, crede d'essere assillatadalla ronda, le guardie, i creditoricoi quali spesso son dolori,ma mai con le associazioni religiose,il cui favore è sicura d'incontrare,perché tutti in natura li ripaga.Corinna si sveglia. Oh, vista orrenda!Guarda le rovine della notte!Un topo malvagio ha rubato l'impiastro,l'ha mangiucchiato, strascicandolo nel suo buco.Perduto, ahimè l'occhio di vetroe Puss ha pisciato sulle pallottole d'ovatta.Un piccione ha beccato i piselli per le feritee Shock di pulci le chiome ha riempite.La ninfa, sebbene smembrata in questo modo,ogni mattina deve riconnettere le membra.Ma come potrò descrivere le sue artinel radunare le parti sparse?O mostrare la fatica, il tribolo, la penanel rimettersi in sesto?La timida musa non tollereràd'interferire in una scena simile.Al mattino Corinna addobbata faràvomitare chi la vede, avvelenando chi l'odora.
JONATHAN SWIFT