Odi in suo onore, VIII
Cosce grosse ma affusolate
tenere e ferme di sopra,
sotto, dolci eppure sode,
muscolose ma serrate,
cosģ buone, tanto baciate
di lą da dove si partono
bianche pił d'una rosa tea,
dei pensieri la miglior parte,
ginocchia, piccoli teste d'angeli,
piene e giustamente angolose,
polpacci che spopolano in radiose
calze chiare che temono il fango,
piedi per giungere alla mia altezza
costruiti, per baciarti,
sollevarti e adagiarti sul letto,
piedi stupendi che incorsetta
la caviglia di morbido avorio,
con la freschezza per aroma;
gracili dita, tenue rossore
dolcemente fulvo al tallone,
e pelle forte per camminare,
e che! forse non abbisogna
di base solida e forte sostegno
il corpo che chiude la mia arca?
L'arca di blandizie e di timore
dove entro come si sale al cielo,
senza pił colpe. Divini piedi,
ginocchia fini, cosce buone!
PAUL VERLAINE