Odio l'amplesso che non giunge al fine

Odio l'amplesso che non giunge al fine
in entrambi ad un tempo, ed è per questo
che pei fanciulli non mi pinge amore;
odio la donna che si dà perch'ella
costretta è a darsi, e che insensibil resta
mentre pur va pensando alle sue lane;
grata non mi è la voluttà che è data
per obbligo: non voglio che nessuna debba
adempier con me l'officio suo.
Amo i gemiti udir che il godimento
esprimono di lei: ch'ella mi chiegga
di ritardar, di trattenermi ancora.
Ch'io vegga della donna inebriata
gli occhi morenti! Che languendo implori
ch'io non la tocchi più per lungo tempo!

Ovidio Nasone