Le ore migliori
Le tue ore migliori... ma non sono per me:
sono le ore del lavoro domestico,
che è troppo trascurabile realtà
per essere degno di storia. Progredisce
la storia, infatti, ma il tuo lavoro
semplicemente ricomincia e finisce.
Le tue ore migliori sono della mattina,
quando ti lascio e tento per vie diverse
variare l'obbligato itinerario
che sempre da un punto parte e ad uno arriva.
Batte il sole al balcone di cucina,
prima di cominciare tu guardi in strada.
Io guardo invece nel fondo del mio cortile,
mentalmente bisbiglio Dirigere
et Sanctificare, la breve preghiera,
mia virtuosa abitudine, prima di lavorare:
lucida è la mente al quotidiano servizio
e la stanchezza impossibile appare.
Intanto passano le tue ore migliori,
quando potresti parlarmi e sorridere.
Tali bruciavano gli anni di gioventù
nell'aspettare più sereni giorni:
e tu riassetti, rigoverni, spolveri, sola
(i figli sono a scuola) e aspetti che torni.
GIOVANNI
GIUDICI