Sonetto n° 99 Così ho sgridato
l'impertinente viola
Così ho sgridato l'impertinente viola:
Dolce ladra, dove hai rubato la tua fragranza
se non dall'alito del mio tesoro? Il purpureo orgoglio
che s'adagia sull'incarnato della tua vellutata guancia
l'hai grossolanamente preso dalle vene del mio amore.
Ho condannato il giglio perché ha rubato dalla tua
mano,
e i bòccoli di maggiorana, dai tuoi capelli.
Timorose rose si ergevano sulle loro spine:
una rossa di vergogna, un'altra bianca di sconforto,
Una terza, né rossa né bianca, era ladra di entrambe,
e aveva aggravato la sua colpa, al culmine del suo splendore,
un implacabile bruco se la divorò!
Altri fiori ho visto, ma nessuno che da te
non avesse rubato o il colore o la fragranza.
W.
Shakespeare